lunedì 1 gennaio 2018

I Tamoken

TAM - Teatro al Mare 2017
di e con Elena Pieri e Angelo Liuzzi





I Moken sono tribù della Birmania e della Tahilandia. Sono pescatori formidabili.
I loro bambini sono sin da piccoli abituati a nuotare tanto da essersi guadagnati il soprannome di bambini delfino, capaci di vedere sott'acqua.
Dall'incontro immaginario coi nostri bimbi del Tam sono nati i Tamoken, che spero vi restino impressi nel cuore.




Camping Alta Duna
Marina di Bibbona
Estate 2017


Angelo Liuzzi
Sharp Shot Studio

giovedì 23 marzo 2017

INdiVISIBILI

Pubblicata su PHOTOVOGUE il 20 marzo 2017






Angelo Liuzzi
Sharp Shot Studio



mercoledì 11 gennaio 2017

In memoria di Bauman (Poznan 19 nov 1925 – Leeds 9 gen 2017).






L'unico motivo per cui abbiamo paura degli immigrati e del terrorismo è perché abbiamo perso la capacità di sentirci una collettività, il concetto di Stato oggi si regge solo grazie a queste due paure e su nient'altro.
Se fossimo in grado di ricostruire una società unita, basata sui legami e non sulle connessioni, saremmo in grado di trovare soluzioni adatte al problema dell'immigrazione e del terrorismo.
Siamo passati da un voler controllare e assoggettare l'indesiderabile al volerlo escludere, al tagliarlo fuori senza che possa avere possibilità di concordare il suo stare in mezzo a noi. Nella stessa misura siamo passati dallo sfruttamento della manodopera, - non più indispensabile e per tanto senza voce in capitolo, - allo sfruttamento dei consumatori.
Si può affermare oggi che l'individuo si divide in due categorie principali: i consumatori (desiderabili) e i consumatori difettosi (indesiderabili).
Ci troviamo a navigare in un mare aperto e senza confini, senza conoscere dove si trova il pericolo reale, dove colpirà il male. Scilla e Cariddi sono scomparse e con loro il potere di identificare il luogo del pericolo, il chi può farci davvero del male; con queste la possibilità di rivolgere il nostro attacco mirato, la possibilità di ribellarci. Siamo pieni di apatia, pigrizia, inerzia ad agire. Non avendo più davanti il nemico o senza sapere da dove esso arrivi, ci scagliamo contro tutto e tutti, perché abbiamo paura che dietro tutto e tutti si nascondi il pericolo. Così facendo i nostri attacchi sono diventati flebili e inefficaci, ridotti a citazioni di altri allegate sulle foto scattate col telefonino.
A questo punto, mentre noi scambiamo rivoltellate indolori verso lupi fantomatici, le alte sfere hanno il potere di controllarci a suon di prezzi da listino con l'ultimo modello dello smartphone sempre più performante, iniettando paura ovunque con la stessa disinvoltura con la quale iniettano ormoni nelle carni, pesticidi su frutta e verdure, scie chimiche (presunte o no) nei cieli, vaccini ogni dove, distruggendo la sanità pubblica per toglierci la possibilità di guarire senza di "loro", distruggendo la scuola per renderci consumatori ideali per un sistema liquido.
Se prima un grido di ribellione poteva essere: "Operai unitevi..!", perché si potesse arrivare a un accordo con i Capi (i quali sapevano che gli operai erano indispensabili, così come gli operai sapevano che i capi lo erano in egual misura), oggi davvero dobbiamo sperare di sentire echeggiare: "Consumatori di tutti i Social, unitevi e boicottiate il sistema!".
Si potrebbe fare ma chi ha il coraggio di identificarsi solo in un mero consumatore? Chi ha davvero la voglia di liberarsi della consolazione alla solitudine che chiunque può trovare attraverso le innumerevoli connessioni, le quali si possono spegnere e riaccendere senza alcuna fatica?
I legami no. Spezzarli, recidere un legame crea dolore e lascia un solco nella coscienza. Meglio riavviare il sistema se va in blocco, tanto se non si riavvia possiamo sempre cambiare il computer vecchio per l'ultimo modello, divorziare dopo tre mesi, affittare un utero invece di adottare un bambino (impresa ardua), rifarsi la faccia se non è di tendenza, cambiare partito e bandiera usando le stesse persone (consumatori controllabili come noi).
Tutto resta inerme, maledettamente liquido, come un mare senza una vera tempesta ma con una paura sfrenata che arrivi in qualsiasi momento e da qualsiasi parte, e che possa colpirti a prescindere dal merito di come hai vissuto fino a oggi.
La paura del niente e con la quale ci tengono perennemente in scacco. La cura forse è imparare a vivere la solitudine, uscire per le strade e affrontare una volta per tutti i nemici reali. Ridatemi i briganti sul ciglio della strada! I lupi affamati che scendono dal colle! Ridatemi un nemico sotto casa che io sappia affrontare e per il quale valga la pena di morire! Perché io da solo, senza di voi, contro le lobby del potere non posso nulla.

Angelo Liuzzi, un consumatore difettoso.

venerdì 28 ottobre 2016

La Danzatrice Bianca

Soledad Malan
Spiagge Bianche - Cecina (Li)
Luglio 2016





Angelo Liuzzi
Sharp Shot Studio